Termocamere COVID-19

pubblicato il 27 aprile 2020 |


 

 

In questo momento di incertezza sul futuro che ci attende, la nostra attenzione deve essere focalizzata su come prevenire le possibili fonti di contagio per consentire il regolare svolgimento dell’attività lavorativa. In questa direzione ci arrivano in soccorso dal settore IT diverse soluzioni. Dopo lo smartworking, le VPN e le soluzioni di accesso remoto, Vi proponiamo le ns. soluzioni basate su sistemi automatici di rilevamento della temperatura corporea, uno dei principali campanelli dall’allarme per individuare la presenza del COVID-19. Si tratta di soluzioni già disponibili, integrabili e implementabili a seconda delle Vostre esigenze specifiche. 

Di seguito la documentazione dei prodotti: Brochure 1 e Brochure 2

Coronavirus fase 2, le nuove misure per la sicurezza nei luoghi di lavoro

Nel documento tecnico stilato dall’Inail per la rimodulazione delle misure nei luoghi di lavoro vengono elencate alcune raccomandazioni che le aziende dovranno seguire per ripartire nella fase due. Si va dalla nomina di un medico competente ad hoc per il periodo emergenziale a una diversa articolazione del lavoro, ridefinita con orari differenziati.

POLITICA ITALIANA 21 APRILE 2020  11:33 di Annalisa Cangemi

Questa mattina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricordato che dal 4 maggio, con la fine del lockdown, non tutte le attività potranno ripartire, perché il rischio dei contagi è ancora troppo alto. Ci sarà un allentamento delle misure restrittive, i cittadini potranno uscire, ma probabilmente per le aziende si procederà a scaglioni, per evitare assembramenti nei luoghi di lavoro e affollamento sui mezzi pubblici. È possibile anche che ci siano differenze sostanziali da regione a regione, a seconda della classificazione di rischio. "L'allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato", ha ribadito Conte, che entro la settimana illustrerà il piano per la fase due dell'emergenza, sentito il parere del comitato tecnico scientifico e della task force di esperti guidata da Colao.

Come emerge da un documento tecnico stilato dall'Inail, su cui si baserà il governo per decidere chi e quando potrà ripartire, le aziende dovranno adeguarsi ad alcune misure di sicurezza anti-contagio. Questi accorgimenti saranno fondamentali anche alla luce di un importante dato: il rischio di contrarre il Covid-19 nelle aziende è elevato, come confermano gli ultimi dati, secondo cui il 10% delle infezioni, oltre che numerosi decessi, sono causati da contatti che avvengono sul lavoro.

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Misure specifiche per la prevenzione di nuovi focolai 

Nella fase due, che non si sa ancora quanto durerà, in cui dovremo convivere con il virus, è possibile che esplodano nuovi focolai proprio a partire dagli ambienti di lavoro. Per questo si parla di un attento monitoraggio della temperatura corporea dei lavoratori, anche con l'impiego di termoscanner all'ingresso dei luoghi di lavoro, e se la temperatura dovesse risultare superiore ai 37,5° C, non sarà consentito l'accesso nella sede di lavoro. Queste persone saranno "momentaneamente isolate e fornite di mascherine", non dovranno recarsi al Pronto Soccorso o nelle infermerie dell'azienda, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

 Se un lavoratore, durante il turno di lavoro, dovesse sviluppare febbre e sintomi di infezione respiratoria, come la tosse, sarà obbligato ad allertare immediatamente all’ufficio del personale; l'azienda procederà immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il coronavirus forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.